“Raccontiamoci per orientarci” 2023/2024

a cura di Manola Conti

Anche per poter imparare ad auto-orientarsi, gli adolescenti hanno bisogno di essere ascoltati: non solo in ciò che riescono a formulare, ma anche in ciò che gridano, sussurrano o non riescono a dire adeguatamente né tra pari e ancor meno agli adulti. Va ascoltato chi non ha parola ma comunque canta la melodia dell’essere al mondo tra i compagni.

Ciascuno, irripetibile, ha bisogno di essere riconosciuto per quello che è, di sentirsi protagonista della vita, supportato, incoraggiato, guidato, gratificato, aiutato ad auto orientarsi, senza che si senta troppo diretto dall’esterno.

La Scuola Accogliente si propone come spazio di dialogo autentico e conversazione produttiva, perché gli studenti possano confrontarsi con i docenti, i compagni, i personaggi storici e i protagonisti delle opere che leggono, tramite una didattica orientativa, per capire chi scelgono di voler essere nella vita presente e in quella da adulti, di cui ora stanno continuando a porre le fondamenta.

Il professore deve loro un ASCOLTO COMPETENTE, capace di valenze positive che si ripercuotono sia nella sfera relazionale che in quella cognitiva: un ascolto ATTIVO, EMPATICO, CRITICO e MAIEUTICO. Capace di far sentire ogni ragazzo riconosciuto come persona e protagonista dei processi d’insegnamento – apprendimento e orientamento.

Alla base del progetto “Raccontiamoci per Orientarci a. s. 2023/24” c’è il Dialogo costruttivo, che muove dall’Ascolto da parte del “facilitatore dell’apprendimento”, come lo definisce Carl Rogers, dei punti di vista e dei bisogni degli studenti. La scuola è il luogo nel quale si acquisiscono le competenze orientative generali e trasversali, attraverso insegnamenti finalizzati al valore orientativo delle singole discipline (didattica orientativa) e allo sviluppo di skills utili per prendere decisioni e affrontare momenti di transizione. Dal 2000, la proposta del metodo denominato "orientamento narrativo” tiene conto di “una società caratterizzata dal mutamento continuo, dalla prossimità interculturale, dall’azzeramento delle distanze comunicative (nel Nord del mondo e in zone sempre più vaste del Sud), dal cambiamento repentino delle competenze richieste e degli strumenti per metterle in atto nel mondo del lavoro, della trasformazione dei ruoli lavorativi e dalla nascita di nuove professioni, da una intensa mobilità geografica dei singoli e di gruppi”1. Il benessere e l’apprendimento significativo dello studente sono connessi all’essere attivo, protagonista, padrone del proprio percorso, per riuscire a compiere le scelte molteplici, plurali, che gli si porranno di fronte durante la vita.

Il metodo dell’orientamento narrativo - come afferma Federico Batini - è in grado di contribuire ai processi di costruzione dell'identità, sviluppando le competenze orientative delle persone, cioè saper: scegliere, interpretare, progettare, fronteggiare le difficoltà, dare un significato e un ordine alle azioni, riconoscere e gestire le emozioni, relazionarsi in contesti diversi, comunicare la propria esperienza e identità professionale, pensarsi ed immaginarsi al futuro, tradurre le intenzioni - per appagare bisogni e realizzare sogni - in un progetto e successive azioni.

Le narrazioni producono significati per i soggetti. Con esse si implementano l’intenzionalità comunicativa e le abilità collaborative, mentre ci si chiarisce il proprio progetto di vita. Gli obiettivi della didattica orientativa si inquadrano nelle competenze di base e nelle competenze chiave di cittadinanza2.

Il progetto “Raccontiamoci” - quest’anno “Raccontiamoci per orientarci” - è stato avviato dalla sottoscritta a partire dall’a. s. 1999/2000; sempre potendomi avvalere del confronto con il professor Gaetano Mollo e per le prime edizioni in collaborazione anche con lo scrittore per bambini e pedagogista Mario Lodi. Portato avanti da 25 anni - da quando sono insegnante assunta a tempo indeterminato - il progetto si fa promotore di competenze di ascolto accogliente, condivisione, scrittura, inclusione, cooperazione, e da cinque anni è realizzato dagli studenti dei Licei Francesco Angeloni di Terni.

Nel presente volume sono raccolti alcuni dei testi, prodotti dagli studenti delle classi con cui lavoro, I M, III M e V M, nell’ambito delle attività di lingua italiana, storia, didattica orientativa, progetto “Siamo chi siamo” pensato per il biennio. Nel corrente a. s. 2023/2024 anche con la partecipazione della classe I A Scienze Umane, con cui lavora la collega Ines Moroni (capitoli I e VIII).

Lo “Zibaldone” si compone di undici capitoli, che prendono le mosse da testi analizzati, esperienze e discussioni in classe. Ho proposto vari input di didattica orientativa. Gli studenti hanno lavorato in cooperative learning per riflettere insieme su tematiche quali l’orientamento, le emozioni, vari argomenti di letteratura e storia.

Positiva - a giudicare dai feedback ricevuti - la ricaduta su di loro, per l’incremento dell’autostima, la collaborazione nelle attività, la condivisione, il dialogo tra pari e con adulti, la riflessione, l'auto orientamento.

Lavorando perché l’apprendimento sia non solo cognitivo ma anche emotivo e sociale, orientante, i ragazzi sono stati sostenuti nel chiarire il personale progetto di vita - facendoli confrontare con tematiche di attualità e con gli scrittori, i personaggi storici - sapendo che esiste per loro uno spazio accogliente ed inclusivo in cui formarsi. Insieme.

Il Progetto ha previsto una Convenzione per collaborazione scientifica tra Licei Francesco Angeloni di Terni e FISSUF Università di Perugia, a firma del direttore Massimiliano Marianelli e della Dirigente Scolastica Patrizia Stilo.

Ha complessivamente coinvolto:

  • quattro classi del Liceo Scienze Umane e del Liceo Musicale Angeloni di Terni, per un totale di 72 studenti, di cui 44 di biennio e 28 di triennio (di cui 7 con certificazione 104, vari studenti con BES, bisogni educativi speciali o certificazione DSA dislessia/disgrafia);

  • sette docenti dei Licei Francesco Angeloni,

di cui due di Lettere, la sottoscritta e la professoressa Ines Moroni (collaborazione per i capitoli I e VIII), cinque di sostegno Catia Camilli, Letizia Corvi, Andrea Girardi, Linda Semperlotti, Leonardo Sinibaldi

  • tre docenti dell’Università Degli Studi di Perugia:

il professor Mollo Gaetano, già Docente di Pedagogia, Metodologia e Didattica, che da cinque anni ha cooperato alla realizzazione di “Raccontiamoci” con gli studenti dei Licei Angeloni;

la professoressa Floriana Falcinelli, già docente di Didattica generale e Tecnologie dell'Istruzione presso il Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione, che dalla precedente edizione ha cooperato alla realizzazione di “Raccontiamoci” con i nostri studenti;

la professoressa Moira Sannipoli, docente di Pedagogia delle Diversità e delle Differenze, presso il Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione che ha conosciuto i nostri ragazzi quest’anno;

  • la psicologa d’Istituto, Romina Montanucci, con cui abbiamo curato l’educazione socio affettiva e le soft skill nell’ambito dell’orientamento con le tre classi del Liceo Musicale.

AUTORI



Classe I A Liceo Scienze Umane:

Elena, Giorgia, Elisa C., Xam Angeles, Giovanni Maria, Viola, Chloe, Asia, Leonardo F., Sofia Ge., Sofia Gi., Marta, Matilde, Leonardo M., Aurora, Gaia, Lavinia, Giulia, Ludovica, Elisa R., Maria Elena, Desirée, Emma.

Classe I M Liceo Musicale:

Denard, Alex, Luca, Gabriele, Gloria, Emma, Greta, Desirée G., Uliana, Carlotta Maria Thuhue, Francesco, Gerardo, Karolina, Adriana, Valentina, Leonardo, Danilo, Thomas, Brian, Alessandro, Sasha, Delfina Desirée.

Classe III M Liceo Musicale:

Stefano, Asia, Matteo, Gian Marco, Jonathan, Emanuele, Margherita, Alessia Stefania, Alessio, Gabriel, Federico, Brando.

Classe V M Liceo Musicale:

Rahul, Marco, Emanuela Bianca, Alice, Elisa, Serghej, Eleonora, Francesco, Beatrice, Andrea, Ludovica, Francesca, Francesco Maria, Giovanni, Priscilla, Leonardo.

Ascoltiamoli.

1 F. Batini, Costruire futuro a scuola. Che cos’è, come e perchè fare orientamento nel sistema di istruzione, ne “I quaderni della Ricerca 24", Loescher, Torino 2015, pag 7.

2 Ibidem, pag 8.


Si diventa uomini e donne con il coraggio e l’impegno, superando le prove delle varie epoche della nostra esistenza. Ogni fase ha il suo valore e la sua funzione. Per questo, dobbiamo raccontare ciò che percepiamo, immaginiamo e pensiamo. Raccontando, ci spieghiamo al vento della vita, come la vela di Ulisse, per scoprire il mondo con la voglia di conoscere, forgiando così la nostra mente e anima in tale avventura.

E’ nel narrare che possiamo dare un significato alle nostre sensazioni, un senso ai nostri pensieri e un valore alle nostre azioni. Da qui, l’importanza del saper ascoltare attivamente - cogliendo il sentimento dell’altro - ed empaticamente - riuscendo a decentrarsi nel problema o difficoltà altrui. Questa la condizione per riuscire a comunicare autenticamente e poterci comprendere nell’interiorità scambievole.

Una “scuola di cultura” è quella che ci permette di formarci e orientarci nel viaggio della vita, per conoscerci e riconoscerci, nel rapportarci agli altri, al mondo e a noi stessi. Da qui la necessità dell’ascoltarci e del decentrarci, per vedere il mondo con lo sguardo di chi ci sta di fronte, unico e diverso, ma anche simile negli aneliti di comprensione ed evoluzione.

Questo testo - scrigno del tesoro interiore di tanti giovani dei Licei Angeloni di Terni - coordinato e seguito, come avviene da molti anni, dalla competenza e perseveranza della prof.ssa Manola Conti, raccoglie la ricchezza di tanti racconti di studenti e studentesse. Nello sfondo di ogni racconto c’è la ricerca della propria identità, volta a orientare nelle personali scelte di vita, cercando di capire i propri compiti, per prevenire tante delusioni, ma anche per evitare tante cattiverie, come quelle del bullismo.

Gaetano Mollo

Allegati

LOCANDINA Raccontiamoci_1.pdf